Osterie Spontanee

Da tutta Italia all’Arrogant Sour Festival la domenica e il lunedì, a partire dalle ore 12.00, saranno presenti 7 tra le migliori osterie!
I loro osti e i loro chef, compagni di magnate e bevute, saranno in mezzo a noi per portarvi un assaggio della loro cucina: una cucina verace, genuina, spontanea.
Peccatori del cibo, siete pronti?

Domenica

Ostreria Fratelli Pavesi

Una corte novecentesca immersa nelle valli piacentine e tre fratelli sono gli ingredienti principali dell’OsTREria: ebbene sì, non è un errore!
Discendenti di una storica famiglia di ristoratori, Giacomo, oste per vocazione, Giuseppe, lo chef, e Camillo, responsabile della Bottega dove nascono la mitica giardiniera e le mostarde, gestiscono con passione questa osteria, coniugando il rispetto per la tradizione all’innovazione e alla ricerca di prodotti di prima qualità per esaltare al meglio sapori e profumi delle materie prime.

Proposte

• Panino con Spalla Cotta calda, Giardiniera F.lli Pavesi e Salse

• Fagioli con le Cotiche

Ristorante Consorzio

Il Consorzio, divenuto presidio dei presidi della ristorazione, è situato nel centro di Torino.
Viene spesso citato per la naturale passione per il vino, la ricerca sui prodotti, la valorizzazione di materie prime, erbe spontanee e verdure dimenticate.
Pietro Vergano e Andrea Gherra, con la chef Valentina Chiaramonte presentano una cucina tipica piemontese con scelte che abbracciano le tradizioni affiancate da alcune rivisitazioni moderne. Premiato quest’anno da Osterie d’Italia per la miglior carta dei vini dal titolo “Eccessi e riflessioni”, intrigante motto che ben sintetizza lo spirito del locale.

Proposte

• Maritozzo con Vitello Tonnato Arrogant

• Pane Naan con polpette di Cuore speziate

Trattoria Trippa

All’ombra dell’arco milanese di Porta Romana troviamo Trippa, trattoria dal gusto retrò che ha conquistato i palati di tutta Italia. Il vintage pervade l’atmosfera dei locali, dall’arredamento alla mise en place, ogni dettaglio da Trippa ha una storia da raccontare.
Diego Rossi, chef inarrestabile, propone una cucina casalinga caratterizzata dall’uso di verdure e frutta rigorosamente di stagione, dal recupero degli scarti e dei tagli poveri: è considerato un punto di riferimento per la divulgazione della conoscenza e dell’uso in cucina del quinto quarto.

Proposte

• Panino con la Trippa

• Panino con il Tastasal

Trattoria da Lucio

Nel cuore della riviera romagnola, Jacopo Ticchi, classe 1994, sta scardinando la concezione della tradizionale cucina di pesce.
Jacopo propone piatti unici, identitari, che a Rimini e nell’Italia intera non si erano mai visti, con l’obiettivo di creare nuove prospettive sul mondo del pesce. La frollatura è diventata la sua filosofia di cucina.
Da Lucio il pesce viene lavorato come se fosse carne, per estrarre il massimo della resa: dell’animale non si butta via niente, comprese le frattaglie, che sono più del 60% del corpo del pesce.
Sapori estremi per cuori ebbri.

Proposte

• Piada sfogliata con Spiedo misto di Ventresca

• Spiedo di Fegatini di Moletto e Cipollotti

Lunedí

Cascina Lago Scuro

Alle porte di Cremona, un’antica cascina seicentesca ospita Lago Scuro: azienda agricola, caseificio, orto, agrinido, laboratorio e ristorazione.
A contornare la cascina, un giardino ricco di querce, magnolie, noccioli e altre specie arboree che rendono il luogo un’oasi di pace naturale.
Lago Scuro è nata dalla volontà di Fabio e Paola che nel 1990 sono tornati a fare “vera” agricoltura: biologica, sostenibile, di qualità. Ora anche il figlio Luca con la moglie Federica sono entrati in questa realtà.
Il loro obiettivo è quello di far rivivere la tradizione rurale delle cascine di una volta, producendo in toto quello che viene offerto.
Sin dal 1998 si allevano capi di Bruna Italiana, per produrre il latte che utilizzano nel loro caseificio e le autentiche galline di razza Livornese. È inoltre presente un orto che occupa una superficie di circa due ettari e una coltivazione di monococco bio con cui producono la farina per il pane.

Proposte

• Piatto di Formaggi misti di produzione propria

Osteria alla Concorrenza

A pochi passi dalla Madonnina, all’interno di un vecchio negozio di ferramenta, tre amici, poi diventati soci, realizzano il proprio sogno: aprire un’osteria, simbolo di sosta e ristoro, dove fermarsi per un boccone e qualche calice di vino.
Enricomaria Porta, Diego Rossi di Trippa, e Josef Khattabi di Kanpai, danno vita Alla Concorrenza, luogo in cui il tempo sembrerebbe essersi fermato, invece scorre veloce.
L’offerta enologica spazia tra le 200 e le 300 etichette di “Viniscelti”, come recita l’insegna del locale, prodotti di vigneron che lavorano nel rispetto del prodotto e della vigna, quelli che potremmo definire vini naturali.
Come nelle osterie di una volta, non c’è una cucina: si degustano piccole preparazioni (tartare di cavallo, insalate non convenzionali, conserve) accanto a una ricca selezione di salumi e formaggi.
Pilastro portante dell’osteria è l’oste Enricomaria, «scritto tutt’attaccato», instancabile chiacchierone e vulcano di energia e simpatia.

Proposte Vino

• Azienda Agricola Distina
Castell’Arquato (Pc)

• Vino del Poggio
Travo (Pc)

• Tenuta Vitivinicola Croci
Castell’Arquato (Pc)

• La Stoppa
Rivergaro (Pc)

• Azienda Agricola Denavolo
Travo (Pc)

• Montecorneo 570
Perugia

• Franchina e Giarone
Formigine (Mo)

• DWNL – Drink wines, not labels
Montelupo Albese (Cn)

• Mediterraneo Project
Liguria di Levante

Osteria del Viandante

La storica Osteria del Viandante ha riaperto con un restauro imponente del castello duecentesco ad opera di Marco Bizzarri, Ceo di Gucci. L’atmosfera è ricca sia per gli occhi che per il palato.
Subito si viene ammaliati dal maestoso lampadario che sovrasta la scalinata all’ingresso, poi è un susseguirsi di affreschi, marmi, porcellane che quasi ti fanno dimenticare di essere a Rubiera, piccola cittadina emiliana al confine con Reggio Emilia.
I viandanti che giungono qui vengono catapultati in un’esperienza culinaria che non rinnega l’identità del territorio emiliano, anzi la valorizza attraverso sfumature di contemporaneità.
Paste fresche ripiene o condite, aceto balsamico, salumi e formaggi rari, fanno da apripista per una carta in cui si trovano carni pregiate, pesce dei fiumi della zona e pescato freschissimo dall’Adriatico, con qualche piacevole fuga verso ingredienti internazionali come il foie gras ed il caviale.
A capo di quest’impresa c’è uno chef illuminato e illuminante, Jacopo Malpeli, affiancato da Leonardo Giribaldi. A seguire la sala è il maître André Joao Cunha Fiaes. Con lui il sommelier Mauro Rizzi.

Proposte

• Ostriche Fin de Clair, crema di mandorle allo Yuzu e perle di Cetriolo

• Il Panino: filetto di anteriore marinato e cotto alla brace, stracciatella affumicata, carciofini sottaceto, ortiche, maionese piccante con senape, curcuma e il nostro pane ai semi artigianale

• Le Cotiche con i Fagioli: da maiali semibradi, cotte lentamente con fagioli borlotti, tartufo nero scorzone, tarassaco, cipolla bruciata e rosmarino